Il confine tra Psoriasi e Sebopsoriasi

Psoriasi

Definita da Galeno, (medico greco-romano 129 d.c. - 201 d.c. circa), come “Psoriasi” ( ψωρίασις - psōríasis, "condizione di prurito / ψόρα [psòra]= scabbia e dal verbo, con la stessa radice, ψάω [psào] = gratto), agli inizi del XIX secolo Robert Willan (medico inglese 1757-1812), che intraprendendo una descrizione catalogata ed approfondita delle malattie cutanee, la trattò addirittura in due capitoli, fu quindi definita dapprima “Lepra vulgaris” o “Lepra di Willan e poi, grazie all’intervento del dermatologo viennese Ferdinand von Hebra (dermatologo austriaco 1816-1880), fu, nel 1841, definitivamente riconosciuta come “Psoriasi”.

In tutte le molteplici manifestazioni cliniche della psoriasi, nummulare, guttata, a placche o volgare - la più frequente (circa l’80% dei casi) - solo per citarne alcune, si può apprezzare la presenza di aree di cute rialzate, arrossate, coperte da squame bianche presenti ovunque sulla cute, ma più frequentemente, ad es. nella psoriasi a placche, su ginocchia, regione sacrale, gomiti, mani e piedi e, a volte, anche sul cuoio capelluto. In quella guttata invece sono presenti piccole lesioni (appunto gocce “gutta” dal latino) più o meno concentrate in aree diverse del corpo.

Possiamo catalogare la psoriasi anche in base alla gravità delle manifestazioni cliniche:

  • Lieve: meno del 3% della superficie cutanea è interessata.
  • Moderata: dal 3 al 10% della superficie cutanea è occupato da placche
  • Grave: oltre il 10% della superficie cutanea corporea

È doveroso ricordare, contrariamente a quanto ancora viene superficialmente creduto, che la malattia non è contagiosa, non guarisce in quanto definita cronica ed alterna fasi quiescenti ed acute a seconda di tanti fattori (clima, stress, malattie concomitanti, assunzione o meno di alcuni farmaci o sostanze, ecc.)

Le manifestazioni cliniche della psoriasi sono dovute alla crescita abnorme (circa 10 volte maggiore) delle cellule epiteliali con presenza di cheratinociti “non” completamente maturi. Sebbene non del tutto nota, si ritiene che la causa sia legata principalmente ad un’alterazione del sistema immunitario a carattere genetico e, quindi, ereditario, infatti nella stessa famiglia si possono riscontrare individui affetti dalla stessa patologia.

Sebopsoriasi

La sebopsoriasi è una condizione cronica-recidivante della pelle che presenta sintomi comuni sia alla dermatite seborroica che alla psoriasi. Poiché queste ultime sono dermatosi molto comuni nella popolazione generale, è frequente riscontrarle entrambe nello stesso paziente.

La Sebopsoriasi viene, quindi, spiegata come la coesistenza di un habitus seborroico e di una predisposizione genetica alla psoriasi.

È comunque assai verosimile che la dermatite seborroica possa agire come “fenomeno di Koebner”.

Si presenta con macchie o placche arrossate, non ben definite, ricoperte da squame giallastre e untuose localizzate quasi esclusivamente sul cuoio capelluto con un’estensione oltre il limite dell’attaccatura dei capelli, ma può colpire anche altre aree della cute come i solchi retro-auricolari oppure pieghe naso-labiali.

La sintomatologia, spesso associata, si presenta con un prurito lieve moderato abbastanza costante, desquamazione(forfora) e talvolta, soprattutto in scarse condizioni di igiene, aumentata perdita di capelli.


Normalmente tutti i trattamenti regolarmente utilizzati per la cura della Dermatite Seborroica sono efficaci nella cura della Sebopsoriasi.


La Sebopsoriasi si previene e cura attraverso norme igienico-sanitarie preventive e l’utilizzo di detergenti specifici:

  1. Ridurre lo stress aumentando, ad esempio, l’attività fisica.
  2. Porre maggiore attenzione all’igiene ed alla cura personale quotidiana.
  3. Ridurre il più possibile, o evitare nelle fasi di riacutizzazione, il fumo ed il consumo di alcool.
  4. Evitare climi troppo caldi o troppo freddi e la loro alternanza.
  5. In inverno utilizzare gli umidificatori per evitare che l’aria interna si secchi troppo a causa del riscaldamento.
  6. Utilizzare detergenti privi di agenti schiumogeni troppo aggressivi (SLES).
  7. Utilizzare shampoo specifici medicati contenenti catrami vegetali, associati ad ingredienti con azione cheratolitica ed antifungina.

 

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