Photoaging: la tintarella che invecchia!

Se è vero che l’invecchiamento cutaneo è un processo naturale, che in quanto tale va accettato con serenità, è altrettanto vero che alcuni comportamenti scorretti accelerano sensibilmente tale processo, portando sempre più spesso a parlare di invecchiamento precoce.

Uno dei principali fattori all’origine di tale condizione è senza dubbio il danneggiamento provocato da un’esposizione errata ai raggi ultravioletti (UVA e UVB), ovvero al sole e ad alcune fonti artificiali (lampade solari).

Il photoaging può essere descritto come un processo cronico, che si manifesta solitamente dopo i 30-40 anni, ma che ha origine dai comportamenti scorretti assunti sin dalla giovane età e ripetuti nel tempo.

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Come si manifesta il fotoinvecchiamento

Lasciando da parte danni più gravi, quali cheratosi attiniche o tumori della pelle non melanoma, il fotoinvecchiamento si manifesta con la comparsa di rughe profonde, capillari dilatati, macchie solari e con una generale perdita di elasticità del tessuto. Le zone maggiormente colpite sono solitamente viso, collo, decolleté e mani, ovvero le parti più esposte.

Al di là dell’aspetto estetico il photoaging può arrecare all’epidermide anche danni strutturali più importanti. Nel caso di sospetta patologia è quindi importante in primo luogo rivolgersi ad uno specialista per valutare la situazione.

 

Come avviene il danno cutaneo

La pelle, come sappiamo, è l’organo più esteso del nostro corpo, nonché quello maggiormente esposto. L’essere umano assorbe quotidianamente una certa dose di radiazioni ultraviolette (derivanti non solo dal sole). Tali radiazioni hanno ovviamente degli effetti benefici, grazie al loro ruolo nella sintesi organica di Vitamina D, ma al diminuire della loro lunghezza d’onda, e al conseguente aumentare della frequenza, cresce la loro capacità di penetrare l’epidermide, causando danni notevoli alle cellule, nonché alla loro capacità di produrre collagene.

  • Raggi UVB: colpiscono l’epidermide in superficie.
  • Raggi UVA: penetrano fino al derma, ovvero fino alla parte più profonda della pelle.

L’azione combinata di raggi UVA e UVB aumenta i processi ossidativi, favorendo un’instabilità delle cellule e un deterioramento del DNA al loro interno. L’aumento improvviso di radicali liberi dovuto ai raggi ultravioletti (solari o artificiali) provoca un’infiammazione della pelle che ne può alterare la struttura. Ovviamente come in tutti i processi fisiologici, con l’avanzare dell’età, si riduce anche la capacità del nostro organismo di produrre sostanze antiossidanti che possano contrastare l’azione dei radicali liberi ed è per questo che con l’età si accentuano maggiormente i danni creati dal fotoinvecchiamento

Visivamente questo si traduce in un invecchiamento della pelle dovuto ad uno squilibrio nella produzione di collagene, infatti, tanto più ci si espone (sia intensità che durata) ai raggi UVA e UVB e più saranno visibili i segni del fotoinvecchiamento.

 

È importante sottolineare che la nocività dei raggi ultravioletti aumenta anche in base alla rifrazione sulle superfici (ad esempio la neve) e dell’altitudine. È quindi di fondamentale importanza utilizzare una protezione adeguata non solo al mare, ma anche in montagna, indipendentemente dalla stagione.

 

Come prevenire il fotoinvecchiamento

L’adozione di un comportamento corretto è fondamentale per prevenire un invecchiamento precoce. Tra le regole base vanno annoverate:

  • Esposizione ridotta ai raggi UV, evitando del tutto le ore troppo calde (tra le 12.00 e le 15.00).
  • Utilizzo di una protezione solare a fattore elevato (SPF 50) applicata correttamente ogni 2-3 ore e dopo ogni eventuale bagno/lavaggio o episodi di sudorazione abbondante.
  • Applicazione di filtri protettivi anche in città, soprattutto per chi compie lavori all’aria aperta.
  • Adottare un regime dietetico ricco di vitamine soprattutto la E, la F (W3 e W6) e la C presenti nella verdura/frutta e nel pesce azzurro.
  • Prevenzione attraverso l’utilizzo di integratori alimentari/prodotti topici (gel, creme, spray, ecc. messi direttamente sulla pelle) in grado di preparare la pelle in modo adeguato all’esposizione solare (da adottare a partire da 2 mesi prima dell’esposizione e da continuare durante tutto il periodo di esposizione).

Come abbiamo visto, l’esposizione per fini “estetici” rischia col tempo di generare l’effetto opposto, è quindi fondamentale adottare tali comportamenti corretti che, sebbene non eliminino del tutto il rischio di danni provocati dall’esposizione ai raggi ultravioletti, possano abbassare drasticamente il rischio dell’invecchiamento precoce della pelle dovuto agli stessi (Photoaging).

Quindi invecchiare sì, ma coi tempi giusti. Alias #tintarelladiluna.

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